Rockford: “To Teach is to Touch a life forever… “

To Teach is to Touch a life forever… queste le belle  parole usate  a titolo di un ricordo che  i nostri ospiti di Rockford mi hanno consegnato l’ultimo giorno di soggiorno dei 13 splendidi giorni trascorsi insieme. E’ un cartoncino il dono ricevuto: pieno di dediche, firme e piccole foto che rappresentano i momenti  più particolari di ogni giornata trascorsa insieme. E’ la firma di momenti che ancora faticano a diventare  ricordi.

Il progetto come dagli atti della scuola si può conoscere, nasce da una collaborazione tra le Sister Cities (un’organizzazione americana no profit) in modo particolare con la sig.ra Holly Lazzerini  Mathur che ne è membro nella  segreteria nazionale e la nostra scuola.   Nasce come progetto di scambio di lettere ed email tra alcuni dei nostri studenti e studenti Americani con lo scopo di permettere a entrambi i gruppi di incontrarsi, di diventare amici di stabilire dei legami.

Il progetto ha visto il suo percorso di preparazione soprattutto durante l’ anno scolastico 2014/2015 e si è concluso con la programmazione e la realizzazione  di un soggiorno di 13 giorni più  2 di viaggio presso la cittadina americana appunto   gemellata con Ferentino : Rockford dal 2 Agosto al 15 di Agosto 2016.

13 studenti sono partiti ricchi di entusiasmo e di desiderio per scoprire un mondo che solo virtualmente fino allora conoscevano: per imparare a “apprendere” un nuovo modo di essere e di trovarsi. 9 ragazze e 4 ragazzi accompagnati dalla sottoscritta: Ermelinda Andrelli, docente dli Lingua e Cultura inglese responsabile del progetto e dalla collega prof.ssa Michelina Di Nauta. Il 2 agosto 2016 ha avuto inizio questa fantastica avventura. Il programma, ben definito in tutte le sue parti, ha soddisfatto completamente le aspettative anzi le ha certamente  superate.

Fin dal primo giorno dell’arrivo tutto ciò che qui in Italia era sembrato preoccuparci veniva rimosso dall’energia emotiva del primo incontro in aeroporto con le famiglie ospitanti. Sorrisi e braccia aperte ci hanno accolto insieme a piccoli manifesti di benvenuto tenuti timidamente tra le mani per farsi riconoscere. Di corsa, quindi sul Pullman e via dall’aeroporto di Chicago fino a “casa”: a Rockford. Eh si proprio perché li abbiamo trovato una nuova “casa”. Abbiamo trovato famiglie davvero  preparate a celebrare  il nostro arrivo e non solo. Ogni giorno  come se fossimo invitati ad una festa; ogni giorno una “festa” che ha assunto  nella quotidianità del luogo e del tempo visitati  un valore incredibile che sempre rimarrà nella mente e nel cuore di tutti noi.