“Le foibe”: riflessioni

10 febbraio 2018: ” giorno del ricordo”.
Il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, nell’aula di Montecitorio ha letto un messaggio, sottolineando che l’Europa della pace, della democrazia e della libertà è stata la risposta agli orrori del Novecento, dei quali le Foibe sono state una drammatica espressione.
Molti italiani tra il 1943 ed il 1945, residenti sul confine della Jugoslavia, dovettero subire la violenza dell’esercito comunista di Tito e furono gettati vivi o morti in queste foibe, cavità naturali scavate dalle acque nella roccia carsica.
Furono persecuzioni e azioni di “pulizia etnica” da parte jugoslava , vennero attuati veri e propri maltrattamenti di massa di cittadini : giovani, vecchi, donne, bambini, scelti per il semplice fatto di essere italiani.
Durante la mattinata del 10 febbraio i ragazzi dell’ITE di Ferentino, con la presenza dei docenti, hanno letto alcune testimonianze dei sopravvissuti a questo eccidio , tra cui quella di Graziano Udovisi, ex maestro elementare, istrianio di Pola, morto all’età di 84 anni.
Dopo tanti anni decise di raccontare la sua terribile storia di “infoibato”, salvatosi per puro caso.
La testimonianza di Graziano Udovisi, come quella di altri sopravvissuti ,hanno sensibilizzato i ragazzi, facendoli riflettere soprattutto sul significato di violenza che è sempre esistita nell’uomo.
La violenza deriva dal concetto di idea che è strettamente collegato a quello di ideologia e di pensiero.
E che cosa sono le ideologie e i pensieri?
Le ideologie non sono altro che affermazioni, fautrici di un pensiero che a volte può portare un individuo a fare delle scelte giuste o sbagliate per se stesso o per altri.
L’agire di ogni persona è indubbiamente legato ad un pensiero. Pur di raggiungerlo si ricorre a tutti i mezzi e i modi disponibili ,anche a volte con il più brutale agire di cui l’uomo dispone: la violenza.
L’uomo non si considera violento e giustifica il suo agire aggressivo contro il ” diverso “, affermando che è giusta solo la sua etnia, la sua religione, il suo schieramento politico.
Spesso, per adeguarsi alla massa, si lascia coinvolgere da ideologie che non condivide, pensando che solo così può raggiungere la libertà.
J.P. Sartre affermava che ” le ideologie sono libertà mentre si fanno, oppressione quando sono fatte “.
Ed allora non imitiamo gli altri, cerchiamo di seguire un nostro pensiero ,dettato soprattutto dal nostro cuore e dall’amore verso il prossimo e spesso interroghiamoci riflettendo così: non fare agli altri quello che non vorresti venisse fatto a te!
Solo così potremo avere una società migliore.

Gli alunni dell’ITE