La felicità

In che cosa consiste la felicità?
Ѐ questa una domanda a cui l`uomo da secoli cerca di rispondere, sin da quando Socrate poneva la felicità al centro della sua ricerca.
Malgrado sia indubbiamente la cosa che più conta nella vita, al tempo d’oggi vi è un’idea molto confusa della felicità perché la società ne trasmette un’immagine legata alle cose materiali. Infatti
continuamente, in televisione, si vedono persone soddisfatte indossare un nuovo orologio o entusiaste di provare l’ultimo smartphone.
Ma questo ideale di felicità è un’illusione: infatti, appena si ottengono tali cose ardentemente desiderate, ecco che la felicità scompare e sfugge come sabbia tra le mani.
Le persone così, deluse, smettono di cercare la felicità ed iniziano a considerarla un`utopia.
Resta solo un senso di vuoto.
La verità inafferrabile è ben diversa.
In realtà esistono tre tipi di felicità : illusoria, contemplativa e definitiva.
La prima, la felicità illusoria, deriva dal desiderio delle cose materiali. In un primo momento essa appare assai forte e porta alla ricerca dell’oggetto, poi però una volta raggiunto, subito se ne desidera un altro e così all’infinito.
La seconda, la felicità contemplativa, è legata ai ricordi felici, a ciò che non è materiale.
Durante la vita si vive il primo giorno di scuola, il matrimonio, la nascita di un figlio. Momenti gioiosi ma che tuttavia passeranno. Questi però velocemente ritorneranno sempre con il ricordo. Così a differenza di quella illusoria, la felicità contemplativa una volta raggiunta non “muore”, ma torna a vivere.
Tuttavia , poiché nell’esperienza quotidiana si riscontrano soltanto queste due tipologie di felicità, le persone si arrendono e si convincono che essa non esiste.
Esiste però un altro tipo di felicità, quella definitiva, la vera felicità.
L’uomo arriverà a tale felicità quando riuscirà a comprendere il senso ultimo della sua esistenza.
Ma poiché fino ad oggi nessuno è riuscito in quest’opera, la vita è altalenante ed è intervallata da attimi felici e tristi, mentre costantemente si avverte un senso di vuoto, come se mancasse qualcosa.
In conclusione, emerge che la felicità, la cosa più importante della vita , è legata alla cosa più profonda: la comprensione dell’esistenza.