Il buio nel pozzo: le foibe

La data 10 febbraio ,relativa al Trattato di Parigi del 1947, che sancì l’annessione dell’Istria alla Iugoslavia ,è stata scelta come giorno del ricordo delle vittime delle foibe e dell’esodo istriano.

Fra il 1943 e il 1947 migliaia di italiani nella provincia di Trieste, in Istria, a Fiume e nelle coste dalmate, furono arrestati e gettati vivi o morti in voragini naturali particoralmente diffuse nella zona carsica: le foibe.
Questo genocidio fu attuato dai partigiani agli ordini di Tito che voleva eliminare la presenza italiana in Istria e Dalmazia per annettere alla Iugoslavia l’intera Venezia-Giulia. Altre migliaia di italiani, per scappare alla morte e alle persecuzioni, si trasformarono in esuli senza aver nulla da mangiare e senza trovare, talvolta, in altre parti d’Italia una grande accoglienza. Per cinquant’anni questa tragedia è stata dimenticata e solo nel 2004 è stata riconosciuta ufficialmente con la legge n°94 che ha istituito la “Giornata del Ricordo”. Oggi però, molti italiani ignorano tali avvenimenti o preferiscono non ricordare.
L’ITE di Ferentino ha invece deciso di “RICORDARE” dedicando a tale tragedia, che costituisce una ferita ancora aperta, questo articolo, attraverso il quale invita tutti gli studenti a NON DIMENTICARE e a considerare le vittime delle foibe e gli esuli, fratelli e sorelle perchè la storia e la memoria comune, come ha detto in un discorso del 2016 il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella “possano fornire grande aiuto per guardare il futuro e per scacciare dal destino dei nostri figli ogni pulizia etnica e ogni odio razziale”.

C. D’AGOSTINI
VF