Cos’è che noi chiamiamo ” vivere”?

L’ effimero momento tra il nascere e il morire?

Non è forse vero che le stelle nascono e poi , inesorabilmente muoiono?
Possiamo allora dire che una stella” vive”?
O essa semplicemente , esiste?

Cosa vuol dire ” io sono vivo”?

Si limita al banale atto di respirare?
Non è forse vero che anche gli alberi respirano?
Possiamo allora dire che un albero è” vivo”?

Cos’è la vita?

È forse cosa astratta, un’ illusoria realtà che ci circonda?
O è forse cosa concreta? Dov’è allora che risiede?

Dove sta la dignità
dell’ uomo mortale?
Nelle ricchezze che egli possiede?
Ma non sono anch’esse destinate alla sua stessa sorte?

La risposta a tutto ciò
sta in colei che ci ha condotto a porci queste domande:

La coscienza.

È lei che ci fa vivere
Che ci fa gioire
Che ci fa ridere
Che ci fa saltare

Ma è anche lei che ci fa tremare
Che ci fa ansimare
Che ci piangere
Che ci fa pensare

È lei che ci dona dignità
Che ci eleva
Che prende in mano
un granello di sabbia
e lo chiama uomo

È grazie a lei che possiamo dire di vivere
E non solamente di esistere.

L. CIUFFARELLA
VG